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HomeralloweblogUn nuovo progetto per Rallo

Un nuovo progetto per Rallo

Tutte le storie vere hanno una data di partenza, un giorno simbolico da cui far iniziare il tutto e questa che mi appresto a raccontarVi inizia il 7 settembre del 2017.

Era un giovedì, la settimana era prossima al termine e il gran caldo faceva agognare il meritato bagno a mare del fine settimana.

La novantacinquesima vendemmia di Patti Piccolo era ancora in corso anche se molti dei preziosi chicchi, specie di quelli dorati, avevano già raggiunto la Cantina.

L’appuntamento era alle 10 in punto.

Era un momento davvero speciale, il punto di partenza del nuovo progetto, ci si sarebbe incontrati per percorrere insieme in lungo e in largo il vigneto, per assaggiare i grappoli, toccarli, valutarli e infine scegliere l’appezzamento, solo uno fra tutti sarebbe stato il prescelto. 

Un solo appezzamento di Catarratto.

La conversazione tra Andrea e Aldo quel 7 settembre è stata davvero lunga, due produttori a confronto, con idee che andavano dalla tradizione all’innovazione. L’obiettivo è quello di creare insieme un vino Naturale a base di Catarratto per dare l’opportunità a chi vuole avvicinarsi a questo genere di vino di trovarne uno diverso ma senza alcun estremismo che rende il prodotto inavvicinabile. Creare un vino espressione del territorio, dal sapore delle uve da cui sarà fatto e del luogo dove queste sono cresciute.

3000 bottiglie Rallo vinificate alla maniera AldoViola…

Un disciplinare del vino naturale non esiste. Il vino naturale vuole rendere il vino più umano. Il vino si fa in vigna e su questo eravamo (e siamo) tutti unanimemente d’accordo, non forzando la produzione, stimolando l’equilibrio e la forza delle piante, lavorando per la fertilità del suolo. Aldo ci ha spiegato come il vino naturale è più una filosofia di lavoro, una forma mentis del vignaiolo (e nel nostro caso di due vignaioli) che un metodo univoco, ripetibile, brevettabile e applicabile dall’industria.

La precisone non esiste nemmeno nell’arte, nel vino naturale c’è il pensiero di chi lo fa.

“Un grido di libertà e autonomia”.

E la giornata si chiude con questa frase…