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IL NERO D’AVOLA

Abbraccia tutte le zone dell’isola ed esprime caratteri diversi in base alla provincia di produzione. Stiamo parlando del Nero d’Avola, cultivar scelta per il nostro “VItigNO del mese”

Il Nero d’Avola è indubbiamente la cultivar autoctona a bacca rossa più rinomata dell’intera produzione vitivinicola siciliana.

Le più antiche testimonianze riguardanti la sua coltivazione in Sicilia risalgono al 1868, anno in cui lo storico Mendola riferisce della presenza di questo vitigno nelle province di Siracusa Catania e Agrigento.

E’ conosciuta anche con il nome di Calabrese. 

Una prima ipotesi fa derivare il nome Calavrisi da Calauria, isola e città della Grecia col significato quindi di uva Calauris cioè importata da quella zona durante la colonizzazione ellenica della Sicilia. Una seconda ipotesi, invece, ritiene che il nome Calavrisi deriverebbe da Calea-Aulisi, nome dialettale con il quale viene indicata la città siracusana Avola, mentre Cala sarebbe la forma dialettale di Calea, sinonimo siciliano di racina, ossia uva.

Fino al secolo scorso il Nero d’Avola era considerato vino da taglio soprattutto per gli allora deboli vini di Francia e Borgogna, per via dell’elevata gradazione alcolica. Solo agli inizi degli anni 60, grazie a nuove tecniche di vinificazione che prevedevano l’aumento dell’acidità e la diminuzione del grado zuccherino, alcuni produttori riuscirono a farne un buon vino da tavola dando avvio alla sua commercializzazione. 

Proprio a causa della non eterogenea composizione dei terreni e delle differenti esposizioni ed altitudini è possibile per grandi linee distinguere alcune caratteristiche all’interno dello stesso vitigno: ad oriente è netta un’estrema eleganza e spiccati sentori di frutta candita, al centro si percepisce una debole vigoria e intensi profumi e ad occidente predominano vini sostenuti e finemente ricercati. 

Il Nero d’Avola è un vitigno di carattere, a volte spigoloso, talvolta elegante, ma pur sempre con una forte personalità. 

Presenta grappoli da media grandezza, di forma cilindrico conica di aspetto compatto. Gli acini sono mediamente piccoli con buccia pruinosa, piuttosto sottile, di colore rosso/violetto. La polpa è molle, molto succosa, dolce e mediamente tannica.

In degustazione si presenta di un intenso colore rosso rubino con riflessi color violetto, al naso prevalgono le sensazioni fruttate di frutti a bacca rossa maturi, ribes nero, prugna, liquirizia e successivamente si aprono note speziate tipiche della macchia mediterranea. In bocca risulta morbido e persistente, 

Noi di rallo lo vinifichiamo in purezza nella versione di pronta beva, Il Manto o, più strutturato, con un affinamento in legno per almeno sei mesi ne LaZisa.

Si accompagna con affettati saporiti, carni rosse ai ferri, selvaggina, agnello. Tra i formaggi da predilire gli affumicati e/o stagionati.