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Report vendemmia 2020

Se abbiamo descritto la precedente vendemmia, la 2019, come una annata fuori dagli schemi, la 2020 lo è ben di più: non per andamento climatico o qualità delle uve, dimostratesi eccellenti sotto ogni profilo, ma per le note vicende pandemiche che, senza mai interromperla, hanno innervosito e non poco l’organizzazione della vita aziendale.

Se volessimo trovare una definizione sintetica, il 2020 è un millesimo “da manuale”. La vigna non ha sofferto minimamente delle preoccupazioni pubbliche. Le temperature dei mesi freddi, da dicembre a fine febbraio, sono nelle medie stagionali, così come le (poche) precipitazioni intervenute. Durante l’inverno, la vigna ha riposato bene e tutte le operazioni agricole si sono svolte con regolarità. Anche il mese di marzo è rientrato nella media stagionale, piogge leggere hanno favorito il graduale risveglio della fase vegetativa.

La primavera, contrariamente all’anno precedente, è stata mite con un incremento delle temperature, un paio di gradi sopra la media. La rapidità di ripresa, dal germoglio alla fioritura, ha fatto pensare ad un anticipo della vendemmia, cosa alla fine non accaduta. Alle porte della stagione calda, le condizioni nella vigna erano ottimali, alcuni giorni di pioggia hanno ulteriormente stabilizzato l’equilibrio idrico della pianta. 

Particolarmente felice quest’anno la condizione dei vitigni a bacca rossa, soprattutto del Nero d’Avola e del Syrah. Più che ottimale, come sempre, la resa delle uve a bacca bianca.

Decisamente stabili e positive le condizioni climatiche dell’estate, i grappoli sono maturati gradualmente sino a raggiungere la dolcezza ideale. Le temperature sono state regolari, pochi i picchi, bilanciate, le uve sono arrivate al momento della raccolta in eccellente forma. 

Nessuna traccia di patologie, muffe, oidio o peronospora. 

La vendemmia è iniziata a metà agosto, e si è conclusa per i bianchi, così come per i rossi, durante gli ultimi giorni di settembre. 

Dal 18 agosto le temperature hanno iniziato a salire, oltre i valori stagionali, mai un giorno di pioggia sino a fine settembre. 

Per contro, le vigne di Alcamo – costantemente ventilate – hanno beneficiato di fresche brezze marine che qui giungono attraverso un lungo vallone che le collega al Tirreno. Tutte le uve prodotte nelle vigne di proprietà sono coltivate in regime biologico in un contesto in cui la presenza umana è rara se non praticamente assente. La certificazione bio è rilasciata dalla Bioagricert di Casalecchio di Reno (BO) con il numero operatore A55H.

Lo Zibibbo (o Moscato di Alessadria) è stato raccolto i primi di settembre. Lo ha seguito a fine mese il Catarratto e l’Insolia.

Per ultime sono state raccolte le uve a bacca rossa, nero d’avola, perricone, syrah.

Più alte le temperature a Marsala, qui è di casa il vitigno Grillo, che tuttavia si dimostra più resistente alla luce intensa e ai caldi estivi. 

Più di altri bianchi, è un vitigno che ha trovato, in queste contrade lungo la costa, le migliori variabili ambientali.

Valutazione ultime due annate da parte dell’enologo dell’Azienda Fabrizio Vella

2019: bianchi *****!

2019: rossi ****/*****

2020: rossi *****!

2020: bianchi ****/*****