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HomeLa Rubrica di #nonsolovinoNON SOLO VINO intervista i colori del sole

NON SOLO VINO intervista i colori del sole

Marsala, Alcamo, Pantelleria, i nostri piccoli mondi sono tavolozze di colori, unici. La vita tra le vigne e in cantina è un tripudio di colori. Le tinte della natura accompagnano e riempiono le nostre giornate caricando di senso poi il nostro vino. Ai colori dedichiamo oggio uno spazio all’interno della nostra rubrica NONSOLOVINO. Abbiamo deciso di indagarne il senso attraverso la testimonianza di chi ha fatto dei colori la sua una ragion di vita e professionale. Ospitiamo oggi Giovanni Rizzuto, il fondatore di Colori del Sole, azienda artigiana alle porte di Palermo. L’imprenditore ha reso i colori un vero e proprio presidio della lentezza e della cultura siciliana. La piccola fabbrica dal 2004 produce racconti a tinte stampati rigorosamente a mano su tessuti naturali, mettendo al centro del processo creativo l’abilità e la sensibilità dell’Uomo. Con la speranza che questa intervista possa darvi spunti per pensare e costruire un mondo e un futuro sempre più a colori, vi auguriamo buona lettura. 

Cosa sono i colori?

Sono fantasia e libertà. Purtroppo viviamo in un mondo che in generale costringe a pensare in grigio e che mortifica ancora la fantasia. Credo che i colori facciano paura. Che la fantasia faccia paura ma tutti la desiderano. 

Allora che posto dovrebbero i colori nella nostra società?

Ci insegnano ed essere formati su tutto, siamo iper specializzati ma poi non sappiamo reagire all’imprevedibilità. Questo perché non veniamo educati tutti alla libertà, a saper fronteggiare l’imprevedibile, alla creatività che ha nel colore una delle sue massime espressioni e quindi a pensare creativamente e liberamente al futuro. Senza colori non si può essere proiettati nel futuro. Il passato non lo prendiamo come isegnamento per avere una visione del futuro. Siamo diventati troppo conservatori. Non esercitiamo la fantasia. Bisogna salvaguardare le orgini, bisogna esserne consapevoli e conoscitori ma per vedere il futuro, non per riotrnare indietro. Credo che manchi il coraggio della libertà. E poi guardati attorno. Negli anni ’60, ’70 per le strade circolavano più colori. Oggi la maggior parte delle macchine sono bianche, grigie, nere, blu. Non credi che questo sia idicativo di qualcosa?

Erano anni di crescita, l’epoca del fermento, delle grandi opere, c’era allora proiezione verso il futuro. 

I colori come influenzano il tuo modo di vedere le cose? 

Lavorando con tinte piatte e con la serigrafia penso in bianco e nero per poi riportare l’immagine a colori. Fa parte di me pensare in questo modo, perché faccio parte di una famiglia che da generazioni ha stampato fotografie. Io sono cresciuto nella camera oscura. Sono ottimista. Perché i colori sono ottimismo. Io vivo come un bambino, sono un sessan’tenne che si sente ancora ragazzino, vivo semplicemente a colori come fanno proprio i bambini. Gli spazi che abito li concepirsco bianchi per riempirli di colore. Perché i colori sono emozioni. 

Il colore che ti definisce?

Il verde, essendo agronomo. E quelli che mi piacciono di più sono le cromature mutevoli delle foglie in autunno, assumono tutti i colori possibili. 

Hai fatto dei colori la tua impresa di vita scegliendo la produzione lenta per valorizzarli.

E’ un modo per seminare il bello, che spesso dimentichiamo o a cui non facciamo caso. Ho avviato questo progetto per lasciare un messaggio. Un modo diverso di fare impresa per trasmettere valori. Lo dico sempre, Colori del Sole è ambasciatrice della Sicilia, della sicilianità, di ciò che significa cultura, arte e produzione lenta. Il Dalai Lama una volta espresse il suo stupore su come noi occidentali smettiamo di vivere accumulando denaro che poi serve per tirare a campare. Si possono benissimo fare scelte etiche sociali e culturali compatibili con l’ambiente in cui vivi. Mi hanno proposto tante volte di andare a produrre fuori dalla Sicilia, una cosa che avrei dovuto fare scendo a compromessi con i miei valori. Non esiste.

Cosa insegnano i colori?

A giocare. Ad essere creativi. Il gioco non è bello finché dura poco, ma è bello se dura all’infinito. In azienda noi giochiamo con i colori, come fanno i bimbi quando li impastano sul foglio per vedere che sfumature nascono. C’è bisogno del “cigghiuniu”, la fantasia è cugghiuniu, un termine dialettale con il quale noi palermitani intendiamo il divertirsi senza pensieri con gli amici. Solo giocando, come ripeto fanno i bimbi con i colori, si è davvero liberi. Insomma: non smettere mai di giocare.

Colori del Sole sono i colori della Sicilia. 

Sono la bellezza della Sicilia, che spesso noi siciliani non vediamo e di cui ci dimentichiamo. Noi vogliamo trasferire questa emozione, l’emozione che suscita la bellezza del patrimonio che vanta la Sicilia, dalle opere d’arte alla Natura, che muta e ci stupisce sempre ad ogni passo che facciamo. Abbiamo varietà di culture, di colori, di imamgini che sono unici ed è quello che cerco di trasferire sui nostri tessuti. Noi rendiamo leggibile una Sicilia arricchita di nuove vibrazioni: è la potenza di sussurrare le cose.